Starmirror sta per chiudere e l'ultimo weekend è fondamentalmente l'esposizione nel suo stato più "se stesso": parte concerto parte laboratorio parte esperimento sociale su come si crea la cultura Creato da @hollyherndon e @matdryhurst, Starmirror tratta l'AI meno come un oracolo futuristico e più come ciò che è realmente, una macchina di coordinamento, plasmata da input umani, abitudini e gusti. Invece di presentare l'AI come una scatola nera sigillata, l'esposizione mette in mostra i suoi cablaggi: protocolli, voci, loop di feedback, formazione collettiva. Non "AI laggiù", ma qualcosa di più vicino all'AI come processo pubblico, disordinato, comunitario e sorprendentemente intimo. Quest'ultimo tratto include tre eventi finali per vivere il lavoro dal vivo: un incontro con l'artista, seguito da due Performance di Formazione di Starmirror dove lo spazio passa dalla modalità esposizione alla modalità studio. Il canto call-and-response diventa dati; la partecipazione diventa autorialità; e la stanza diventa lo strumento.